Cos'è l'Alchimia
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Insieme all’Astrologia e alla cabala, l’Alchimia è considerata uno dei rami principali della tradizione esoterica occidentale. Ma mentre molti hanno familiarità con il Tema Natale e i fondamenti dell’Albero della Vita, sono in pochi a conoscere realmente cos’è l’alchimia.

Le origini dell’Alchimia

Per comprende al meglio cos’è l’Alchimia, è opportuno partire dall’inizio. Le origini dell’alchimia occidentale risalgono all’Egitto greco-romano, in particolare ad Alessandria.

Fu qui che le tecniche della metallurgia e della fitoterapia furono combinate con la filosofia, l’astrologia, la religione e la mitologia greca per formare i primi insegnamenti occidentali sull’alchimia.

Gli autori medievali chiamavano spesso l’alchimia “Arte ermetica”, suggerendo che all’origine di questa scienza non vi fosse altro che il leggendario maestro, Hermes Trismegistos, o “Hermes il Tre volte Grande”, che si dice abbia scritto quarantadue libri che coprono tutto lo scibile delle arti ermetiche.

I filosofi greci, come Empedocle e Aristotele, svilupparono per primi la teoria secondo cui ogni cosa nell’universo era composta dai quattro elementi, ovvero, fuoco, acqua, aria e terra. Queste erano considerate qualità che esistono all’interno di tutta la materia e non semplicemente le espressioni esteriori degli elementi fisici. I trattati di alchimia includevano le proprietà fisiche e i poteri magici degli elementi così come le varie sostanze materiali presenti in natura.

Dopo la conquista dell’Egitto nel VII secolo, gli arabi assorbirono le conoscenze degli alchimisti alessandrini. Entro la metà del VII secolo l’alchimia era diventata una disciplina mistica. Gli arabi medievali conservarono con cura la conoscenza che avevano ricevuto e salvaguardarono numerosi trattati alchemici greci e arabi, che introdussero in Spagna nell’VIII secolo.

Ma cos’è l’Alchimia?

In verità, per rispondere con maggiore precisione alla domanda “cos’è l’alchimia”, possiamo dire che essa è la scienza occulta della trasformazione della materia. È, in sostanza, una disciplina spirituale che tocca quasi ogni aspetto dell’esperienza umana. L’alchimia insegna che in questo universo tutta la materia nasce da una sostanza comune o da una fusione di sostanze. Tutto all’interno del cosmo si muove verso uno stato di perfezione noto come “oro”, ma solo se i materiali che lo compongono sono presenti nelle giuste proporzioni o grado di purezza. L’obiettivo fondamentale dell’alchimia è portare tutte le cose, compresa l’umanità, al suo stato originario di purezza e perfezione spirituale.

Il lavoro dell’alchimista era duplice: egli lavorava in una sorta di fucina per perfezionare una sostanza fisica, come un minerale o una pianta, spesso con l’obiettivo di creare una sostanza medicinale.

Mentre elaborava la sua opera, l’alchimista pregava, meditava, digiunava e praticava altre discipline spirituali, in modo che l’opera di purificazione influisse non solo sulla sostanza dell’esperimento, ma anche sull’anima di colui che lo stava conducendo. Gli alchimisti cercavano di conferire la qualità e la purezza dell’oro al proprio essere. Nel corso del tempo, questi due aspetti dell’alchimia, l’alchimia pratica e l’alchimia interiore, sono stati visti come discipline separate ma, di fatto, non è così.

Sfortunatamente, i primi alchimisti che scrissero trattati sulla loro arte sacra spesso non contribuirono a semplificarne la comprensione; agendo in modo prettamente segreto, tendevano a scrivere istruzioni sotto forma di enigmi e parabole che causavano una profonda confusione anche agli studiosi più attenti.

I testi classici dell’alchimia sono ricchi di simbolismi e allegorie; alcuni di essi contenevano pochissimo testo e molte illustrazioni alchemiche. Di conseguenza, i ricercatori e gli studiosi delle epoche successive hanno fatto molta fatica nel tentativo di decifrare i codici segreti degli alchimisti.

L’alchimia e la Pietra Filosofale

Quando Israel Regardie scrisse “La pietra filosofale” nel 1937, era convinto che i simboli, le metafore e le allegorie presentate nei libri di testo criptici degli alchimisti medievali e rinascimentali non fossero ciò che sembravano. Era sua convinzione che le tecniche, i materiali e le sostanze descritti nei trattati alchemici facessero parte di un’elaborata cortina fumogena escogitata per nascondere il vero significato di questa arte.

Per Regardie, le descrizioni di varie sostanze e apparecchiature di laboratorio erano simboli delle varie parti della psiche umana: il sole e la luna rappresentavano l’animus e l’anima, il corvo simboleggiava il corpo astro-mentale, il fuoco della fornace alchemica alludeva alla libido umana, l’uovo si riferiva all’aura umana, il drago simboleggiava l’energia psichica repressa e le paure, e così via.